Aggravamento del rischio e indennizzo all’assicurato

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Il Codice Civile stabilisce che a fronte di un’assicurazione stipulata relativamente ai rischi impliciti nell’oggetto della stessa, a fronte di un aggravamento del rischio di cui l’assicuratore non è a conoscenza, può valere l’esclusione dell’indennizzo in quanto se l’assicuratore fosse stato a conoscenza del fatto avrebbe potuto non procedere ad assicurare o lo avrebbe fatto con un premio maggiore. La Corte di Cassazione Civile sez. III in data 06/10/2016 sentenza n°20011, però, ha stabilito l’obbligo dell’assicuratore di accertare il reale rischio, in mancanza del quale accertamento, l’esclusione dell’indennizzo non può trovare applicazione.


Come sempre le sentenze si rispettano ma non si può non dire che l’assicuratore non può ragionevolmente verificare per ciascuna polizza se si verifica una variazione del rischio in corso di contratto oppure no, è difficilmente fattibile e paralizzerebbe l’attività assicurativa; e poi, con quali mezzi l’assicuratore può accertare se le condizioni di rischio sono aumentate oppure no? Dovrebbe assoldare una squadra di investigatori e neppure sarebbe sufficiente. Poniamo ad esempio una polizza sanitaria: l’assicurato potrebbe andare a soffrire di patologie gravi che aggravano il rischio ma la sensibilità dei dati e la legge sulla privacy non consentirebbero a nessuno di verificare lo stato di salute reale.


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