Anche i ladri d’auto diventano super tecnologici

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Fatta la legge, trovato l’inganno! Molti anni fa disse così un noto avvocato e questo è diventato un modo di dire diffuso e popolare, significare che ad ogni mossa corrisponde sempre una contromossa possibile per aggirare l’ostacolo. La tecnologia, soprattutto elettronica applicata alle auto ha consentito di contrastare il fenomeno dei furti, a partire dal classico antifurto che si inseriva con il telecomando e che bloccava l’accensione del motore e lanciava l’allarme sonoro.

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I ladri sono riusciti a neutralizzare questi sistemi con un semplice scanner che aggancia la frequenza dell’antifurto e consente il disinserimento. La tecnica ha studiato soluzioni sempre più sofisticate ma ogni volta i malintenzionati riescono a trovare una soluzione. Il risultato è che oggi molti furti d’auto non avvengono più forzando le serrature o rompendo i finestrini ma semplicemente clonando i codici di accesso elettronico.

I ritrovamenti delle auto rubate dimostrano che nel 20% dei casi non vi è stata alcuna effrazione, segno che è stata utilizzata alta tecnologia per compiere il furto. Le marche più rubate sono Mercedes, BMW e Range Rover che spesso prendono le rotte estere e non verranno mai più ritrovate. A fronte di questo, è evidente che nessuno può sentirsi al riparo dal furto, l’unica maniera è assicurare il veicolo contro il furto, in modo almeno di non perdere il capitale.

Occorre, però, accertarsi che nella polizza non vi sia la clausola che esclude il risarcimento se non vi è scasso perché in caso di furto tecnologico, non riceveremmo neanche un Euro. 

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