Ancora sui danni del terremoto

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Il terremoto che ancora una volta ha seminato panico, danni, morti e feriti sull’Isola d’Ischia nei giorni scorsi impone delle riflessioni di diverso genere. Si grida all’abusivismo edilizio, tema su cui, peraltro indaga la Magistratura che farà luce e giustizia ma forse il tema giusto non è questo. Le costruzioni abusive possono portare a disastri soprattutto rispetto alla localizzazione della costruzione, sotto a possibili coni di valanga o di frane, in territori idrogeologicamente a rischio, su terreni franosi e quant’altro ma l’innalzamento di costruzioni, aggiungendo uno o due piani com’è accaduto a Ischia, se il lavoro è fatto bene, non può portare a crolli a fronte di un terremoto ancora piuttosto modesto come è stato. Il 4° grado non è una scossa così sconvolgente, perché tanti crolli? Lasciamo in sospeso la domanda cui qualcuno competente dovrà dare risposte. Il problema è un altro: come proteggersi? Il Governo ha intrapreso la via dei bonus fiscali per l’adeguamento sismico dei fabbricati ma per affrontarlo occorre comunque avere i soldi e questo non è nella maggior parte dei casi, quindi la norma è destinata a produrre pochi effetti, sebbene sia giusta nel principio: è meglio prevenire un crollo che provvedere a risarcimenti a posteriori.

Chi non ha la possibilità di provvedere a questo tipo di intervento, almeno dovrebbe tutelarsi dal punto di vista economico con una copertura assicurativa: vediamo chiaramente come lo Stato sia in ingiustificabile ritardo nel ripristino abitativo nelle aree del Centro Italia ad un anno di distanza. Soltanto 176 mila abitazioni in Italia, corrispondente al 2% circa, ha una copertura di danni da terremoto tramite un’assicurazione e soltanto il 5% ha copertura per danni da alluvione, sebbene siano decisamente più frequenti di quelli da terremoto, anche per via dei cambiamenti climatici, oltre che dell’opera scriteriata dell’uomo con i disboscamenti. Rispetto ai danni da terremoto, però, si registra un incremento di copertura di Imprese in progresso del 18% rispetto al 2016.

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