Cassazione boccia le assicurazioni “Claim’s Made” in sanità

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Il caso che è giunto al giudizio della corte di Cassazione è quello di una persona che in seguito ad un intervento chirurgico ha subito dei danni che, però, si sono evidenziati a distanza di t dall’intervento stesso . Il paziente ha avanzato una richiesta di risarcimento all’Azienda Ospedaliera che ha girato la medesima all’assicurazione. Il problema si è generato dal momento che tale polizza assicurativa era di tipo Claim’s Made, una polizza a tempo determinato. La tesi dell’assicuratore che ha rifiutato il risarcimento è che la richiesta di risarcimento è giunta in un tempo successivo alla scadenza della polizza, ritenendo, di conseguenza, inammissibile la richiesta.

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La vicenda è giunta in tribunale a Milano dove il giudice nella sentenza di primo grado, nel 2010, ha accolto le motivazioni dell’assicuratore. Si è giunti in appello dove la sentenza è stata ribaltata ritenendo la clausola Cliam’s Made in questo campo è da ritenersi vessatoria. L’assicuratore non si è arreso e si è arrivati alla Corte di Cassazione Civile, Sez. III  che ha determinato con la sentenza n° 10506 del 26/4/2017 che non sono ammissibili in campo sanitario le polizze a tempo determinato, bocciando la clausola Claim’s Made riconfermando, di fatto, la decisione del Tribunale d’Appello . La conseguenza è la condanna dell’assicuratore al pagamento del risarcimento del danno subito dal paziente.

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