Dati Inail sugli infortuni femminili

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Parlando di infortuni sul lavoro, occorre fare un distinguo tra quelli sul posto di lavoro e quelli “in itinere”
cioè quegli infortuni che si verificano durante il tragitto tra il lavoro e la casa del lavoratore. Il riconoscimento dell’infortunio in itinere è un po’ complicato perché si tende a riconoscere come infortunio risarcibile dall’INAIL, quindi collegato al lavoro, quello che accade tra il posto di lavoro e il primo incrocio o bivio per andare verso casa o viceversa. Secondo altre interpretazioni, invece, è riconoscibile come infortunio in itinere quello che si verifica sul percorso più breve e abituale tra la casa e il lavoro.

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Se le interpretazioni non sono univoche, i dati Inail, invece, rivelano un aspetto legato alle denunce di infortunio, che possano oppure no dare luogo a risarcimento da parte dell’INAIL: Sono in calo gli infortuni sul lavoro in cui sono coinvolte donne, in particolare nel periodo di osservazione 2011/15, gli infortuni sul lavoro accaduti a Donne sono calati del 16,3% e di questo certamente ci rallegriamo, Anche se tra tutte le denunce di infortunio nel 2014 e 2015 sono state 110 le Donne ad aver perso la vita. Anche solo un infortunio mortale è troppo, la vita umana è preziosa e non dovrebbe essere persa in occasione di lavoro, mai. L’INAIL riporta, invece, che sono in aumento gli infortuni in itinere, per sinistri stradali che coinvolgono Donne: nel 2015 sono state 49.721 le denunce di questo genere da Donne, 45.722 da Uomini. Gravi anche le conseguenze in quanto tra i decessi in seguito a infortunio in itinere, più di uno su due riguarda il sesso femminile con il
52,7% mentre molto di meno è per gli uomini, il 22,1% (Dati INAIL 2015.)

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