Distrazioni alla guida

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Dopo che varie indagini e riscontri hanno dimostrato che alla base della maggioranza degli incidenti che si verificano sulle strade italiane vi è la distrazione dovuta all’uso del telefonino alla guida, per controllare il proprio profilo Facebook, per chattare, per rispondere alle chiamate e rispondere a SMS, il legislatore ha inasprito in maniera netta le sanzioni a carico di chi usa il telefonino alla guida. Ora le multe sono davvero salate ma nonostante questo ancora tantissima gente non riesce a resistere alla tentazione dell’uso del cellulare. Oltre a questo, però, esiste un’altra insidia tecnologica rappresentata dal navigatore. Troppa gente, troppi automobilisti distolgono l’attenzione dalla strada per vedere le indicazioni del navigatore e questa distrazione può costare parecchio cara non solo in termini di sanzioni ma in danni per i sinistri che si possono generare dalla distrazione e dall’aumento del premio dell’assicurazione per via del salto della classe di merito conseguente all’incidente.

La tecnologia in auto deve essere un aiuto al guidatore, non un’insidia, questo è un uso scorretto della tecnologia stessa. Si dice che la tecnologia è utile quando porta un vantaggio a chi la usa ma se la conseguenza dell’uso è un aumento del rischio di incidente, dov’è il vantaggio? Il dato allarmante che emerge da una recente indagine condotta su giovani guidatori è che l’84% di loro ammette di distrarsi mentre si guida a causa della tecnologia presente in auto. Anche rispetto al navigatore occorrerebbe un certo buon senso: perché non limitare l’uso alle occasioni in cui veramente non si sa quale strada prendere? Purtroppo la comodità di averlo a bordo fa sì che lo si usi anche per percorrere strade conosciute e oltretutto in questo modo si disimpara anche a viaggiare, stiamo diventando troppo dipendenti dalla tecnologia e questo non è positivo ed è pericoloso.


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