Guida alla determinazione del premio di assicurazione per gli autoveicoli

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Cosa si intende per “Premio di Assicurazione”?

La prima cosa da fare dopo aver acquistato una macchina o una moto è assicurarla. Infatti la Legge 24 dicembre 1969, n.990 obbliga ad assicurare tutti i veicoli a motore (ed i natanti) per i danni che si potrebbero provocare agli altri durante la circolazione. Chi circola senza questa assicurazione, nota con il nome di RCA, è soggetto al sequestro del veicolo, ad una multa fino a lire 4.848.000 e, in caso di incidente, al risarcimento dei danni provocati con il proprio patrimonio. Il costo di questa assicurazione è il “Premio di Assicurazione” il quale è determinato sulla base di numerosi elementi.

Il Premio è costituito da 2 voci che si sommano:

Il premio puro e il caricamento

Determinare l’entità del caricamento non presenta particolari difficoltà per l’assicuratore, che ha ben evidenti i costi sostenuti per la gestione dei contratti, mentre la determinazione del premio puro, che servirà all’assicuratore per far fronte ai sinistri provocati da una determinata categoria di assicurati, è un po’ più complicata in quanto può essere effettuata soltanto attraverso stime che si basano sulle statistiche degli anni precedenti.
L’Assicuratore nello stabilire le tariffe deve poter essere certo che i premi che incassa oggi siano sufficienti a far fronte ai sinistri futuri. Ma, essendo la prestazione, per sua natura, futura e aleatoria e quindi incerta, non sa con precisione quanto gli costerà in termini di sinistri. E’ necessario perciò ricorrere a tecniche attuariali che consentano di prevedere il costo dei sinistri futuri.


Per prima cosa l’Assicuratore deve calcolare il Premio di Rischio osservato sull’andamento passato, cioè il costo mediamente sostenuto a fronte di ogni veicolo: si divide l’importo dei sinistri per il numero dei veicoli assicurati. Poichè il n. dei sinistri e i relativi costi variano nel tempo, bisogna stimare le probabili variazioni che interverranno nel futuro e adeguare i dati osservati.

I due fattori che compongono il premio di rischio osservato sono:

– la frequenza sinistri (il n. di sinistri diviso il n. dei veicoli) ed il costo medio dei sinistri (importo globale dei sinistri verificatisi nell’anno di osservazione diviso il loro n.). Questi 2 fattori vanno valutati separatamente in quanto presentano nel tempo dinamiche diverse.
La frequenza sinistri andrà riferita al periodo in cui la tariffa andrà in vigore, tenendo conto della “circolazione”, ossia sicurezza dei veicoli, qualità della viabilità, intensità del traffico, aumento del parco auto ecc.).
Il costo medio del sinistro varia negli anni in base a dinamiche specifiche del settore. Ad es. il costo del danno a cose, riferito principalmente ai costi di sostituzione e riparazione dei veicoli danneggiati, aumenta in maniera superiore all’inflazione per via dell’aumento dei prezzi dei pezzi di ricambio, del costo della mano d’opera ecc.

Questi 2 fattori sono quindi molto importanti, in quanto una sottostima di essi può portare a determinare premi insufficienti , mentre una sovrastima può far lievitare eccessivamente i costi mettendo il prodotto fuori mercato.

Una volta determinati la frequenza sinistri e il costo medio del sinistro, bisogna moltiplicarli tra loro per ottenere il “premio puro”, cioè il premio da applicare mediamente ad ogni contratto per poter effettuare il pagamento dei sinistri che si potranno verificare in futuro.

Un’altra componente del Premio è l’aliquota, al momento pari al 4%, che viene calcolata sui premi delle Polizze RC Auto, incassati dalle varie Compagnie Assicuratrici, da versare al “Fondo di garanzia per le vittime della strada”.


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