Incidente stradale: attenti al comportamento

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Assistiamo quasi quotidianamente a sinistri stradali in cui i responsabili si danno alla fuga anche senza prestare soccorso alle persone danneggiate e questo è pesantemente punito dalla Legge. Quasi nella totalità dei casi dietro alla fuga c’è un illecito, la guida sotto effetto di alcool o sostanze stupefacenti o perché sprovvisti di assicurazione RC o senza patente. Il timore della punizione fa in modo che a seguito dell’incedente non ci si fermi e, ancora più grave, che non si presti soccorso senza nemmeno rendersi conto della gravità di chi ha subito danni. Il ritardo dei soccorsi in molti casi può provocare danni ancora peggiori o la perdita della vita. I responsabili, prima o dopo vengono comunque presi e al quel punto si incorre in punizioni molto più pesanti ancora, oltre all’eventuale rimorso che perseguiterà per tutta la vita.


Se ci si ferma, come si deve fare, comunque occorre restare sul posto per tutto il tempo occorrente per l’avvio delle prime indagini e ci si può allontanare solo previa autorizzazione delle Forze di Polizia accorse. L’art. 189 del Codice della Strada impone questo comportamento, quindi, anche se ci si è fermati a prestare soccorso, se ci si allontana prima che sia stato possibile identificarsi e identificare il proprio veicolo si incorre in un reato penale. In questo senso si è espressa anche recentemente la Corte di Cassazione penale attraverso la sentenza n° 47269 del 28 settembre 2017 che ha confermato il principio esposto, sancendo l’obbligo di fermarsi sul luogo dell’incidente per tutto il tempo necessario all’espletamento delle procedure di identificazione che non può essere rifiutato. Se non si tiene questo comportamento, peraltro, anche l’assicurazione, dopo aver provveduto al risarcimento, può rivalersi sul proprio cliente per il suo comportamento omissivo, aggiungendo guai a guai.


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