Infortunio sul lavoro o malattia professionale?

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Ogni anno negli ambienti di lavoro si verificano migliaia di infortuni e altre frotte di lavoratori accedono al riconoscimento di malattia professionale. Qual è la differenza tra le due? Un infortunio, concettualmente, è un evento improvviso e imprevedibile che provoca danni alla persona. Questi danni possono essere temporanei o permanenti e su questo interviene l’Inail, l’Istituto per le assicurazioni contro gli infortuni, che risarcisce il lavoratore colpito, in caso di danni permanenti, con una sorta di “pensione” e un indennizzo in termini di capitale, come una qualunque assicurazione. La malattia professionale, invece, è rappresentata da una patologia che si instaura nel corso degli anni, provocata da processi produttivi che, a causa della loro nocività, provocano la malattia. Per queste esistono delle tabelle, degli elenchi di malattie riconosciute come riconducibili all’attività lavorativa.

Un caso emblematico è l’Asbestosi nei lavoratori esposti all’amianto ma possono essere riconosciute anche altre malattie non “tabellate” se il lavoratore è in grado di provare il nesso di casualità tra attività lavorativa e malattia. In caso di malattia professionale interviene l’Inps. A puntualizzare queste distinzioni ha provveduto la Corte di Cassazione Civile con una recente sentenza.


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