L’amianto continua ad essere un pericolo

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Sono passati molti anni da quando, soprattutto nelle miniere di amianto e nei siti produttivi che utilizzavano questo materiale, i lavoratori esposti sviluppavano patologie mortali per l’inalazione delle fibre di amianto. Lo sa bene l’Istituto Nazionale di Assicurazioni contro gli Infortuni che è intervenuto massicciamente in risarcimenti a tali lavoratori. L’amianto è stato dichiarato fuori legge da molti anni ma continua ad essere presente in tanti manufatti, coperture, tetti in ondulato, coibentazioni. I datori di lavoro, così come i lavoratori stessi, sanno molto bene i rischi a cui si è esposti in caso di presenza di amianto ed è precisa responsabilità del datore di lavoro, derivante dall’art. 2087 del Codice Civile mettere in atto tutte le misure necessarie ad evitare rischi ai propri lavoratori dalla presenza di tale minerale nell’ambiente di lavoro.

A fronte di un’eventuale denuncia da parte del lavoratore è in carico al datore di lavoro dare prove di aver messo in atto le possibili misure preventive in questo senso. In caso contrario tutta la responsabilità per patologie insorgenti e riferibili a tale esposizione ricade sul datore di lavoro stesso e anche l’Istituto di assicurazione contro gli infortuni potrebbe rivalersi contro il datore di lavoro per il recupero delle erogazioni e dei costi a favore del lavoratore colpito da patologie. In ogni caso anche il lavoratore può avanzare azioni di rivalsa per ottenere un risarcimento dei danni.


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