L’assicurazione di un autocarro storico: Cosa bisogna sapere?

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In generale, assicurare un autocarro comporta alcune differenze rispetto alla medesima azione riguardo ad un’automobile. Per quest’ultima in una certa percentuale conta la cilindrata o la potenza, che sono in qualche modo correlate, talché un’auto con cilindrata o potenza superiore sarà soggetta a una tariffa superiore, anche in considerazione che i danni subiti o provocati da un veicolo più potente, quindi più costoso, sono maggiori, in termini di denaro da erogare dall’assicurazione, rispetto ad un veicolo meno potente. Per gli autocarri i parametri sono diversi: non conta la potenza del veicolo da assicurare quanto la sua portata, ossia la capacità di carico che si può desumere dalla carta di circolazione dello stesso.

Assicurando un autocarro, l’assicurazione chiederà anche a quale tipo di merci sarà adibito, poiché certamente se le merci trasportate sono di carattere di una certa pericolosità, supponiamo bombole di gas ad esempio, il rischio per l’assicuratore aumenta e così, di conseguenza, il costo della polizza. Per questo motivo, se si hanno più autocarri, conviene dedicarne uno soltanto al trasporto di merci pericolose, riducendo il costo dell’assicurazione degli altri veicoli.


Alcuni anni fa, la Legge Bersani ha introdotto una novità importante: il proprietario di un veicolo, nello stipulare un’assicurazione, può usufruire della classe di merito maggiormente favorevole di un componente del nucleo familiare convivente, pagando di meno la polizza. Questo, però, è valido solo per le persone fisiche, quindi se un autocarro è intestato alla Ditta, non è possibile usufruire della legge Bersani, mentre lo è se il veicolo è intestato alla persona titolare della Ditta.

Fatti questi necessari distingui, bisogna considerare che spesso gli autocarri, per le loro caratteristiche, hanno una vita decisamente più lunga di un’autovettura. Le aziende più grandi rinnovano con maggiore frequenza il loro parco autocarri che sono praticamente sempre quasi nuovi ma le piccole ditte tendono naturalmente a sfruttare fino alla fine il loro veicolo, con il risultato che si vedono spesso in circolazione autocarri che ci riportano alla mente immagini di quando eravamo parecchio più giovani.

Quando si è in possesso di un autocarro piuttosto datato esiste la possibilità di risparmiare molto sull’assicurazione assicurandolo come veicolo storico. Per essere considerato veicolo storico il medesimo deve avere un’età minima di 20 anni. In realtà, con minimi effetti pratici, la suddivisione è tale per cui a 20 anni è considerato “di interesse storico”, a 30 “storico” e a 35 anni “d’epoca”.

Come detto, ai fini assicurativi poco importa questa classificazione; Presupposto fondamentale per poter assicurare un autocarro come “storico”, oltre all’età, deve esserci l’iscrizione dello stesso all’ASI, l’Associazione veicoli storici, senza la quale le assicurazioni non accordano la stipula come vicolo storico. Il costo totale per iscrivere il veicolo ammonta a circa 140 Euro ma il vantaggio derivante dall’assicurazione di questo tipo è tale da rappresentare una sicura convenienza.


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