L’assicurazione obbligatoria per gli avvocati

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Nel 2012, precisamente il 31 dicembre di quell’anno, è stata emanata la riforma della pratica forense che detta le norme attraverso il rispetto delle quali si esplica l’attività degli avvocati. In quella riforma sono state determinate le tempistiche di tirocinio, ad esempio, e tutti gli aspetti inerenti la pratica dell’attività professionale.

Successivamente a queste norme di carattere generale, il Ministero della Giustizia ha scritto quello che è il regolamento per l’accertamento dell’attività forense, articolato in sei requisiti. Con questo regolamento, il n° 47/2016, in particolare è stata determinata l’obbligatorietà dell’assicurazione per gli avvocati. Il perché è facilmente comprensibile: da un lato si deve considerare il fatto che gli avvocati sono spesso depositari di documenti particolarmente sensibili o di somme di denaro affidate loro da clienti o titoli o comunque valori che sono loro affidati e verso i quali hanno la responsabilità di custodia. Naturalmente questi possono essere fraudolentemente sottratti o smarriti e di questo gli avvocati devono rispondere economicamente nei confronti dei loro clienti.

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In seconda analisi, gli stessi avvocati e i loro collaboratori e dipendenti sono soggetti a danni a se stessi e ad altri nell’esercizio della loro attività, in studio e all’esterno di esso. Ovviamente l’avvocato deve rispondere civilmente di eventuali danni occorsi ad un suo collaboratore durante l’attività lavorative, ivi compresi eventuali danni derivanti dalla circolazione in occasione di lavoro.

L’assicurazione obbligatoria, dunque, dovrà essere duplice: una polizza per la copertura del rischio derivante dalla perdita o furto di documenti e valori affidati dai clienti allo stesso avvocato e una seconda polizza di responsabilità civile verso se stesso, collaboratori a qualsiasi titolo e verso terzi. Pur nella determinazione dell’obbligo, questo è stato differito dallo stesso Ministero della Giustizia in quanto non è ancora determinato quali debbano essere le caratteristiche fondamentali delle polizze né sono ancora determinati i massimali minimi che devono essere contemplati in tali polizze.

Le compagnie assicurative, intanto hanno cominciato a ragionare autonomamente, in attesa di determinazioni del Ministero, su quello che potrebbero essere tali polizze obbligatorie, indicando in un massimale di 10 milioni di Euro la cifra ritenuta congrua rispetto ai rischi in campo, con costi variabili a seconda del numero di collaboratori o dipendenti dello studio legale, indicato in entità di un minimo di 200 Euro all’anno fino a cifre anche notevoli, intorno ai 10 mila Euro per gli studi con un numero considerevole di dipendenti/collaboratori.

Intanto che si attendono maggiori determinazioni da parte del Ministero della Giustizia, la reale efficacia dell’obbligo assicurativo è prevista per il prossimo anno o forse potrebbe anche slittare al 2018.

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