Telecamere non omologate, chi ricorre

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Il 18 ottobre dello scorso anno è stato dematerializzato il tagliando assicurativo da apporre sul parabrezza, non c’è più nessun obbligo di esporre il pezzetto di carta per comprovare la copertura assicurativa. Tra gli obiettivi della legge, c’era stanare i veicoli senza assicurazione attraverso le telecamere dei Tutor autostradali e sulle tangenziali e quelle dei varchi Ztl delle nostre città. Tutto bene per contrastare il brutto fenomeno della circolazione senza assicurazione, obbligo sancito dall’art. 193 del Codice della Strada, che nel nostro Paese è violato da 3,4 milioni di veicoli, 1,1 milioni al Nord tutto il resto al Centro e soprattutto al Sud. Il problema è che queste telecamere non sono omologate per certificare queste violazioni del Codice, con il risultato che a fronte di una multa ricevuta in contestazione dell’assenza di assicurazione determinata attraverso la telecamera, l’automobilista può presentare ricorso e certamente lo vincerà.

Sembra incredibile che nell’era dei computer, dell’informatizzazione e della digitalizzazione del mondo, dopo un anno abbondante dall’entrata in vigore della legge in merito, ancora non si sia riusciti a rendere legale e funzionante il sistema previsto. Si ricorda che oltre alle sanzioni pesanti in caso di controllo stradale, l’assenza di assicurazione espone la persona a risarcire direttamente i danni in caso di incidente, sia quelli materiali che personali.

Il tipo di guida nell’assicurazione Rca

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Vediamo quali sono le tipologie di guida che si possono scegliere per la propria polizza rca e come queste influiscono sul premio della garanzia di Responsabilità civile:

Guida libera: conducente di qualsiasi età
Guida esperta: conducente di età maggiore a quella indicata dalla compagnia (mediamente 26 anni)
Guida esclusiva: conducente unico indicato specificatamente in polizza

E’ importante assicurare il proprio veicolo tenendo conto delle proprie esigenze di tutela, valutando chi sono i guidatori abituali e le loro età, poichè in caso di incidente con colpa con guidatore con caratteristiche diverse da quelle indicate in polizza la compagnia potrà applicare la rivalsa sull’assicurato, richiedendo la restituzione degli importi liquidati al danneggiato. Leggere con attenzione il contratto è fondamentale anche per capire in quale misura la compagnia ha il diritto di rivalsa, se totale o parziale con un importo massimo.

Non fatevi quindi ingolosire dallo sconto spesso interessante che prevede la guida esclusiva o esperta rispetto alla guida libera, se sapete che alla guida potrebbero esserci abitualmente persone non rientranti in queste due casistiche, poichè le conseguenze economiche in caso di sinistro potrebbero essere molto pesanti.

Non tutte le compagnie offrono le 3 scelte di guida su tutti i tipi di veicoli: in particolare sui motocicli e ciclomotori molte Imprese prevedono obbligatoriamente la guida libera, soprattutto sui ciclomotori, mentre per i motocicli più frequentemente offrono la guida esperta.

Quando è guida” esperta”?

La guida esperta è l’unica delle 3 guide che bisogna controllare con più attenzione poichè non tutte le compagnie utilizzano la stessa età per individuare i guidatori “esperti”: la maggior parte delle compagnie indica i 26 anni come limite minimo d’età per individuare il guidatore esperto, ma alcune compagnie (vedi Genialloyd) indicano un’età di 23 anni con il paletto della patente da almeno 2 anni. E’ quindi importante verificare anche questo parametro quando si opta per la guida esperta e ricordarsi di verificare il contratto anno per anno poichè può capitare che in famiglia il ragazzino 18 prenda la patente e ci si dimentichi di aggiornare il contratto con la guida libera, e potrebbero sorgere grossi problemi al primo incidente.

Guida alla determinazione del premio di assicurazione tra veicoli e contraenti

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Come si calcola la propensione al rischio?

L’assicuratore, ovviamente, non si limiterà ad applicare nella stessa maniera a tutti i suoi assicurati il Premio puro. Egli dovrà tenere conto della diversa propensione al rischio dei singoli assicurati, offrendo Premi diversi in base all’intensità del rischio.

 

1. Le variabili che incidono sulla probabilità di causare sinistri riguardano il veicolo e la persona.

Variabili riferite al veicolo:

Potenza del veicolo
Sicuramente è l’elemento più importante che incide sul Premio. Più è potente il veicolo più aumenta la frequenza del sinistro e il costo medio del danno.

Provincia di Immatricolazione del veicolo

Dopo la potenza è l’elemento che differenzia di più il Premio. In base alla provincia o addirittura al comune di residenza del proprietario, viene individuata l’area di circolazione prevalente del veicolo e quindi la localizzazione del rischio.

Alimentazione del veicolo (diesel, benzina o gas)
Dalle statistiche aziendali risulta che i veicoli diesel, di norma posseduti da professionisti, agenti di commercio ecc. che usano l’auto per lavoro percorrendo quindi parecchi Km., provocano più incidenti rispetto a quelli alimentati a benzina.

Sicurezza del veicolo
Il Premio viene ridotto in base alla sicurezza del veicolo, se esso è dotato di A.B.S. o di doppio AIR-BAG presumendo che anche il passeggero, in caso di incidente, sia più protetto.

 

2. Variabili di calcolo della propensione al rischio riferite alla persona.

Una serie di variabili molto importante per la determinazione della diversa propensione al rischio dei singoli assicurati è quella che riguarda la persona.

Età dell’assicurato
Dalle statistiche aziendali risulta che i giovani provocano più incidenti. Infatti al di sotto del limite tariffario di 24/25 anni molte compagnie applicano dei soprapremi.

Sesso dell’assicurato
Le donne nella fascia di età giovanile, sempre in base alle statistiche, provocano meno incidenti dei coetanei maschi. Il soprapremio per la giovane età è infatti più contenuto.

Anzianità di patente
I neopatentati provocano più incidenti. Questa variabile può sovrapporsi a quella dell’età, per cui molte compagnie assicuratrici possono valutare l’effetto combinato delle due.
Le persone coniugate e con figli piccoli provocano meno incidenti.

Utilizzo della macchina e professione
Chi utilizza l’auto per lavoro ha più probabilità di avere incidenti rispetto a quelle persone che la utilizzano solo per diporto.

Identificazione del conducente unico e abituale
Se il veicolo viene guidato sempre e solo dalla stessa persona, si applica una riduzione del premio.

Il Bonus/ Malus
Il Bonus/Malus rappresenta la principale forma di personalizzazione del rischio e agisce in maniera determinante sul premio., in relazione al reale comportamento dell’assicurato: chi non provoca sinistri avrà una riduzione del premio, chi ne provoca avrà invece un aumento.

Oneri Fiscali e Parafiscali

Al Premio di Assicurazione bisogna aggiungere infine l’imposta del 12,50% e il contributo al Servizio Sanitario Nazionale pari al 10,50%. Il contributo al S.S.N. viene versato dall’assicurato alla compagnia di assicurazione, e da questa allo Stato, per compensare, a titolo forfettario, i costi sostenuti dalle strutture sanitarie per la cura ed il ricovero degli infortunati degli incidenti stradali.

Guida alla determinazione del premio di assicurazione per gli autoveicoli

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Cosa si intende per “Premio di Assicurazione”?

La prima cosa da fare dopo aver acquistato una macchina o una moto è assicurarla. Infatti la Legge 24 dicembre 1969, n.990 obbliga ad assicurare tutti i veicoli a motore (ed i natanti) per i danni che si potrebbero provocare agli altri durante la circolazione. Chi circola senza questa assicurazione, nota con il nome di RCA, è soggetto al sequestro del veicolo, ad una multa fino a lire 4.848.000 e, in caso di incidente, al risarcimento dei danni provocati con il proprio patrimonio. Il costo di questa assicurazione è il “Premio di Assicurazione” il quale è determinato sulla base di numerosi elementi.

Il Premio è costituito da 2 voci che si sommano:

Il premio puro e il caricamento

Determinare l’entità del caricamento non presenta particolari difficoltà per l’assicuratore, che ha ben evidenti i costi sostenuti per la gestione dei contratti, mentre la determinazione del premio puro, che servirà all’assicuratore per far fronte ai sinistri provocati da una determinata categoria di assicurati, è un po’ più complicata in quanto può essere effettuata soltanto attraverso stime che si basano sulle statistiche degli anni precedenti.
L’Assicuratore nello stabilire le tariffe deve poter essere certo che i premi che incassa oggi siano sufficienti a far fronte ai sinistri futuri. Ma, essendo la prestazione, per sua natura, futura e aleatoria e quindi incerta, non sa con precisione quanto gli costerà in termini di sinistri. E’ necessario perciò ricorrere a tecniche attuariali che consentano di prevedere il costo dei sinistri futuri.

Per prima cosa l’Assicuratore deve calcolare il Premio di Rischio osservato sull’andamento passato, cioè il costo mediamente sostenuto a fronte di ogni veicolo: si divide l’importo dei sinistri per il numero dei veicoli assicurati. Poichè il n. dei sinistri e i relativi costi variano nel tempo, bisogna stimare le probabili variazioni che interverranno nel futuro e adeguare i dati osservati.

I due fattori che compongono il premio di rischio osservato sono:

– la frequenza sinistri (il n. di sinistri diviso il n. dei veicoli) ed il costo medio dei sinistri (importo globale dei sinistri verificatisi nell’anno di osservazione diviso il loro n.). Questi 2 fattori vanno valutati separatamente in quanto presentano nel tempo dinamiche diverse.
La frequenza sinistri andrà riferita al periodo in cui la tariffa andrà in vigore, tenendo conto della “circolazione”, ossia sicurezza dei veicoli, qualità della viabilità, intensità del traffico, aumento del parco auto ecc.).
Il costo medio del sinistro varia negli anni in base a dinamiche specifiche del settore. Ad es. il costo del danno a cose, riferito principalmente ai costi di sostituzione e riparazione dei veicoli danneggiati, aumenta in maniera superiore all’inflazione per via dell’aumento dei prezzi dei pezzi di ricambio, del costo della mano d’opera ecc.

Questi 2 fattori sono quindi molto importanti, in quanto una sottostima di essi può portare a determinare premi insufficienti , mentre una sovrastima può far lievitare eccessivamente i costi mettendo il prodotto fuori mercato.

Una volta determinati la frequenza sinistri e il costo medio del sinistro, bisogna moltiplicarli tra loro per ottenere il “premio puro”, cioè il premio da applicare mediamente ad ogni contratto per poter effettuare il pagamento dei sinistri che si potranno verificare in futuro.

Un’altra componente del Premio è l’aliquota, al momento pari al 4%, che viene calcolata sui premi delle Polizze RC Auto, incassati dalle varie Compagnie Assicuratrici, da versare al “Fondo di garanzia per le vittime della strada”.

Assicurazione: Nuove normative per i Droni

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Come confermato anche nel corso degli ultimi avvenimenti sismici, i Droni sono sempre più utilizzati, oltreché a livello hobbistico, anche per scopi professionali, cinematografici, televisivi e per ispezioni tecniche di dighe e quant’altro. La Commissione trasporti dell’Europarlamento sta elaborando degli standard, attualmente totalmente assenti, relativi al volo dei Droni, facendo rientrare questi velivoli nell’ambito del più ampio discorso del controllo del traffico aereo. Si dovrebbe arrivare all’obbligo di registrazione dei Droni di peso superiore a 250 grammi e all’abilitazione ufficiale dei loro piloti.

L’uso dei Droni per qualsiasi scopo comporta, dallo scorso 30 aprile, anche l’obbligo di una specifica assicurazione RC, essendo reale il rischio di danni da caduta degli stessi. Già in passato si sono verificate situazioni di rischio, la più eclatante delle quali la caduta di un Drone nel corso di riprese di una gara sciistica del Campionato mondiale, che ha miracolosamente solo sfiorato uno sciatore in gara. L’assicurazione per un Drone di peso inferiore a 2Kg ha un costo esiguo, spesso inferiore a 25 Euro ma che può aumentare arrivando finanche a qualche migliaio di Euro in relazione al peso, l’utilizzo e la zona in cui esso viene utilizzato. Gli appassionati di Droni si tengano dunque aggiornati sulle novità normative per non incorrere in problemi.

Denuncia del sinistro: Cosa fare in caso di sinistro?

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Non firmate il modulo CID se non siete certi della propria colpevolezza e non firmate se siete ancora sotto shock o in stato confusionale.

Prendete sempre i dati di eventuali testimoni.
Presentate regolare denuncia firmata entro 3 giorni dal sinistro:
– alla Vs. compagnia quando è applicabile la procedura CID: tale procedura consente all’assicurato, che ha in tutto o in parte ragione, di ottenere il risarcimento direttamente dal proprio assicuratore. Il modulo CID dev’essere firmato da entrambi i conducenti, deve trattarsi di urto effettivo fra due veicoli (esclusi macchine agricole e ciclomotori), e non vi possono essere danni alle persone. L’assicuratore deve, in caso di accordo con l’assicurato, entro i 15 giorni successivi alla perizia pagare l’importo concordato, in caso di disaccordo pagare quanto ritiene dovuto. L’assicurato può chiedere all’assicurazione avversaria l’ulteriore somma che ritiene gli debba essere risarcita.

– alla compagnia avversaria quando non è applicabile la procedura CID (lettera tipo) con tutti i dati richiesti, chiedendo alla compagnia anche la lista dei documenti da presentare. Una volta inviati, l’assicurazione deve formulare un’offerta entro 60 (se ci sono solo danni materiali) o 90 giorni (se sono presenti anche danni alla persona).
Entrambi gli assicurati devono presentare sollecitamente al proprio assicuratore la denuncia di sinistro. Il codice civile prevede un arco di tempo di tre giorni dal momento dell’incidente.

 

Come ottenere il risarcimento?

La richiesta per ottenere il risarcimento dei danni può essere fatta in due differenti modalità

La procedura CID (Convenzione Indennizzo Diretto)

Questa procedura consente all’assicurato che ha in tutto o in parte ragione di ottenere il risarcimento direttamente dal proprio assicuratore. Questa modalità viene seguita quando:

Il modulo blu è firmato da entrambi i conducenti
Si tratta di urto fra due soli veicoli (esclusi i ciclomotori e le macchine agricole) assicurati da imprese aderenti alla Convenzione Indennizzo Diretto (CID).
Non ci sono danni alle persone.

In questo caso, l’assicuratore:
Raccoglie la denuncia del sinistro e rilascia una ricevuta all’assicurato. La ricevuta non è però necessaria se la denuncia è stata inviata per lettera raccomandata.
Indica all’assicurato il numero del sinistro, la persona o l’ufficio incaricato di trattare il danno con il relativo recapito, numero di telefono e reperibilità.
Provvede alla perizia del danno entro dieci giorni da quello in cui è stato messo a disposizione il veicolo.
Entro i 15 giorni successivi alla perizia in caso di accordo con l’assicurato paga l’importo concordato e, contestualmente, può chiederne la ricevuta.
Quando non esiste accordo tra l’assicuratore e l’assicurato, quest’ultimo incassa la somma ricevuta dall’assicuratore e può rivolgersi a lui stesso oppure all’assicuratore dell’altro veicolo per richiedere l’ulteriore parte di danno che ritiene gli debba essere risarcita.

 

La procedura “Ordinaria”

Si possono verificare delle situazioni in cui non è possibile ricorrere alla modalità precedentemente illustrata. Si segue in questo caso la cosiddetta procedura “Ordinaria”.
Il danneggiato invia all’assicuratore dell’altro veicolo e, per conoscenza anche al proprietario dello stesso, la richiesta di risarcimento dei danni subiti, mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

Assicurazioni, decreto legge sulle liberalizzazioni

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Il decreto legge sulle liberalizzazioni, emanato dal governo Monti, prevede una serie di iniziative destinate a modificare il mercato assicurativo e ad evitare le frodi delle false assicurazioni.

Uno dei provvedimenti più interessanti è quello contenuto nell’articolo 35 che prevede l’obbligo, da parte degli agenti assicurativi, di informare l’assicurato, prima che venga sottoscritta la polizza, sul contenuto del contratto e sulle tariffe di almeno tre compagnie assicurative che non facciano parte dello stesso gruppo. Nel caso in cui l’intermediario non assolvesse a quest’obbligo la compagnia subirà una sanzione compresa tra i 50.000 e i 100.000 euro.

Gli obblighi a cui sono tenute le compagnie non finiscono qui, ogni anno dovranno inviare una relazione all’Istituto di vigilanza delle assicurazioni (Isvap) una relazione contenente tutte le informazioni relative all’assicurato, dall’auto ai sinistri in cui è stato, eventualmente, coinvolto.

L’assicurato avrà diverse possibilità per ottenere degli sconti. Ad esempio potranno fruire di uno sconto coloro i quali si rendono disponibili a sottoporre la propria auto ad una perizia prima di sottoscrivere la polizza assicurativa.
Anche coloro che accetteranno di installare sul proprio veicolo una scatola nera, avranno la possibilità di usufruire di un consistente abbassamento del costo del premio assicurativo. Si tratta di un dispositivo che registra tutti i movimenti del veicolo anche quando si verifica un sinistro in modo da poterne ricostruire la dinamica. Tutte le spese relative alla scatola nera sono a carico della compagnia assicurativa.

Il decreto legislativo sulle liberalizzazioni mira ad affrontate e risolvere un annoso problema che contribuisce agli aumenti delle polizze: le frodi assicurative. In quest’ottica il decreto contiene degli articoli che riscrivono in parte le norme relative al risarcimento diretto. L’assicurato potrà continuare a richiedere il risarcimento diretto, cioè quello erogato dalla sua compagnia assicurativa per tutti i danni subiti dal veicolo, mentre per quanto riguarda i danni alla persona quelli considerati lievi saranno risarciti dalla compagnia di chi ha provocato il danno. In tal modo il governo Monti spera di limitare le azioni fraudolente relative ai danni fisici lievi che rappresentano un terzo delle richieste di risarcimento diretto del danno in Italia.
Inoltre per limitare i costi a carico dell’assicurato Corrado Passera, Ministro per lo sviluppo economico, ha previsto l’eliminazione della possibilità di richiedere il risarcimento del danno subito dal conducente che non ha provocato il sinistro direttamente alla compagnia di assicurazione, da oggi in poi sarà necessario la valutazione dei periti per ottenere il risarcimento del danno subito.

Il decreto legislativo affronta anche un altro importante problema: quello dei tagliandi assicurativi contraffatti e lo fa sostituendo i contrassegni cartacei con contrassegni virtuali. Grazie al formato digitalizzato i contrassegni saranno controllabili a distanza attraverso tutor, telecamere e autovelox appositamente predisposti.
In questo modo l’eventuale illecito potrà essere contestato attraverso immagini fotografiche o filmati che potranno essere presentati anche in un momento successivo rispetto alla contestazione della violazione.
Infine è previsto un cambiamento anche relativamente all’attestato di rischio, il decreto prevede infatti che sull’attestato venga riportato l’eventuale danno risarcito all’assicurato. Inoltre l’attestato non verrà più inviato per posta all’assicurato così come avviene ora, ma viaggerà online direttamente da un’assicurazione all’altra.

I furti in casa aumentano ma pochi si proteggono

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I numeri dei furti in casa sono allarmanti e gli italiani hanno paura ma inspiegabilmente pochi mettono in atto una qualche forma di protezione. Ogni minuto vengono messi a segno due furti, 29 all’ora, 689 al giorno. Il problema dei furti in casa, oltre naturalmente ai danni per gli oggetti rubati e i danni provocati, è soprattutto legato all’introduzione di malintenzionati nelle nostre case in nostra presenza. Questo mette in pericolo la nostra incolumità e quella dei nostri cari. Il 48% degli italiani ha paura di subire un furto con la presenza in casa, percentuale che sale al 51% per timore di aggressione. Soltanto il 22%, però, possiede un sistema d’allarme nonostante quelli moderni consentano di dare protezione anche con la presenza in casa e solo il 27% ha provveduto a rinforzare la protezione attraverso porte e finestre. Se è assolutamente prioritario proteggere le persone in casa, ha importanza anche la protezione dei valori contenuti nell’appartamento, gioielli o altri oggetti la cui asportazione rappresenta un danno economico che può anche essere rilevante.

Per questo servono le assicurazioni contro i furti, per avere almeno il risarcimento degli oggetti rubati o anche solo i danni provocati nel tentativo di effrazione sebbene il furto vero e proprio non venga realmente perpetrato ma solo l’11% della popolazione ha una polizza di questo genere. Eppure il costo non è così rilevante e dà sicurezza almeno dal punto di vista del danno economico. Dato che i furti in casa sono più che raddoppiati negli ultimi 10 anni, forse sarebbe opportuno pensare alla migliore protezione possibile secondo le possibilità di ciascuno.

Polizza per animali domestici, una nuova proposta

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Dogalize e Groupama hanno elaborato in collaborazione reciproca una copertura assicurativa specifica per gli animali domestici. La presenza di animali nelle nostre case è in costante crescita e con essa anche l’esigenza di pensare agli incidenti sempre possibili legati al nostro compagno peloso. Capita abbastanza sovente che un cane morda o graffi qualcuno, senza arrivare ai gravissimi incidenti che la cronaca ci riporta oppure semplicemente con la sua simpatica irruenza provochi danni materiali. In taluni casi, i danni materiali o personali giungono fino al giudizio legale.

Dogalize, il pet social network totalmente italiano e la grande Compagnia assicurativa Groupama hanno elaborato una proposta di copertura assicurativa che si articola in tre situazioni coperte: la prima copre i danni provocati dall’animale e terze persone anche in occasione dell’affidamento ad altre persone, come può essere il ricorso ad un dog sitter o ad un amico in qualche occasione in cui non ci è possibile accudire il nostro animale. La seconda copertura contempla la vita familiare e i danni che l’animale può provocare a terzi nell’ambito della conduzione dell’abitazione e della famiglia. Il terzo tema è rappresentato dalla tutela legale rispetto ad eventuali azioni giudiziarie a fronte di danni di qualsiasi genere provocato dall’animale.

Cosa fare in caso di incidente stradale?

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Può essere un semplice tamponamento: un’auto si ferma all’improvviso e l’altra che la segue immediatamente dopo non ha il tempo di fermarsi tempestivamente. Lo scontro diventa inevitabile. Quale autista non ha mai assistito direttamente o indirettamente a una scena del genere? E allora cosa fare in questi casi, come comportarsi? I consigli e i suggerimenti che seguono possono aiutare a far fronte nel modo migliore a queste situazioni impreviste sia quando l’incidente è di modesta entità sia invece quando ci troviamo di fronte ad una situazione più complessa in cui le parti coinvolte si trovano in disaccordo sulla dinamica dell’incidente stesso.

 

Cosa fare al momento del sinistro?

Sembrerebbe superfluo ricordarlo, ma in presenza di feriti la prima cosa da fare è prestare immediatamente soccorso richiedendo l’intervento dell’Assistenza Medica e dell’Autorità Pubblica (Vigili Urbani, Polizia Stradale, Carabinieri). In ogni caso, per non ostacolare i rilievi dell’autorità intervenuta sul posto, non si deve assolutamente spostare l’auto, in modo tale da facilitare la ricostruzione esatta dell’accaduto. La presenza dell’Autorità Pubblica è sempre necessaria quando la dinamica dell’incidente è complessa oppure l’altro conducente si rifiuta di collaborare

Raccogliere le dichiarazioni e le generalità di eventuali testimoni che abbiano assistito all’incidente. Inoltre, se si ha la disponibilità di una macchina fotografica, sarebbe utile scattare delle foto in modo tale da avere ulteriori elementi di giudizio.

Se il conducente dell’altra auto non collabora, prendere nota dei seguenti dati: numero di targa e nome della Compagnia Assicuratrice.

Per quanto riguarda la documentazione necessaria ai fini della pratica di denuncia del sinistro, il primo modulo che bisogna procurarsi è il cosiddetto “modulo blu”, ossia la Constatazione amichevole di incidente. Questo documento deve essere compilato accuratamente in ogni sezione e in particolare in quella dedicata alle circostanze dell’incidente. Non è necessario che il modulo blu da utilizzare sia stampato dalla stessa Compagnia con la quale si è assicurati.

A questo punto bisogna distinguere tra le due situazioni successive che si possono verificare. Innanzitutto, se esiste disaccordo tra i conducenti sulla dinamica dell’incidente, ognuno compilerà la propria Constatazione Amichevole. Nel caso in cui, invece, esista accordo sulla vicenda, si potrà utilizzare un unico modulo. Ognuna delle due parti ne tratterrà poi due copie: una per se e l’altra da consegnare al più presto (entro tre giorni secondo il codice civile) alla propria Compagnia.

Se nessuno dei due conducenti ha con sé il modulo blu, lo si può compilare successivamente. In questo caso è necessario raccogliere i seguenti dati:
• Data, luogo e ora del sinistro
• Tipo e targa dell’altro veicolo
• Compagnia di Assicurazione dell’altro veicolo (informazione ricavabile dal contrassegno esposto sul parabrezza)
• Cognome, nome, indirizzo e numero di telefono del conducente dell’altro veicolo
• Generalità del proprietario dell’altro veicolo (se diverso dal conducente)
• Descrizione dettagliata dell’incidente e dei danni materiali visibili
• Generalità di eventuali feriti
• Generalità di eventuali testimoni
• Autorità eventualmente intervenute