Polizze dormienti: lo Stato ride

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Nella sua relazione annuale, l’Ivass l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni, tra le altre cose, ha evidenziato il problema relativo alle polizze vita dormienti, quelle polizze che da almeno 10 anni non registrano movimenti e i cui premi non sono stati riscossi da alcuno. Il valore di queste polizze si aggira intorno ai 24 miliardi di Euro ma nel totale sono oltre 4 milioni le polizze che rischiano di essere considerate “dormienti”.Il problema è che spesso nelle polizze vengono indicati beneficiari in maniera troppo generica che rende quasi impossibile per le Assicurazioni risalire a loro e in ogni caso alle stesse non è possibile verificare se il sottoscrittore sia ancora in vita oppure no. Il risultato, a norma di legge, è che qualora una polizza sia dormiente da oltre 10 anni il suo valore viene incamerato dallo Stato. Da anni le assicurazioni richiedono la possibilità di accedere al registro nazionale della popolazione residente, almeno per verificare la sussistenza in vita dell’assicurato ma questo, con la motivazione della Privacy, viene negato; certo lo Stato non ha nessuna convenienza a farlo, sarebbero miliardi in meno incamerati.

Si stima che oltre il 40% del valore di tutte le polizze attualmente dormienti finisca nelle casse dello Stato, significano circa 10 miliardi, una buona parte di una Legge di Bilancio (quest’anno è stimata intorno ai 12 miliardi). L’Ivass consiglia ai sottoscrittori di polizze vita di informare di questo i beneficiari o se non lo si vuole, almeno una terza persona che possa, in caso di decesso, informare gli eredi. E’ opportuno anche indicare nella polizza i dati più precisi possibili dei beneficiari in modo che l’Assicurazione possa risalire con maggiore facilità una volta avuta informazione del decesso.

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