Polizze R.C. auto in calo: E’ tutto vero

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Come spesso accade di fronte a voci positive che si diffondono velocemente tra la gente, anche nel nostro caso ho notato subito un po’ di diffidenza a riguardo.

E’ inutile negare che una polizza R.C.Auto  in diminuzione, magari con la stessa Compagnia, per due anni di fila, forse non siamo mai stati abituati a vederla, a viverla. Certamente non nell’ultimo decennio.

Ovviamente non è sempre così, ovviamente cavalco la sensazione diffusa dell’assicurato medio che sempre più spesso si è sentito “derubato” dalla propria Compagnia o dal proprio assicuratore, piuttosto che riconoscerne il ruolo di paracadute in caso di avvenimenti avversi. E come dar loro torto.

Lavorando in un qualsiasi ufficio che tratti di assicurazioni, non c’è giorno che non si sentano le solite rimostranze verbali: “In Europa pagano tutti meno” oppure “Se non fosse obbligatorio non mi sarei assicurato” ed anche “Il mio amico paga di meno!”.

Mi permetto di ironizzare in quanto consapevole dei sacrifici che ognuno di noi fa per sopportare una spesa che spesso corrisponde ad una o più mensilità di stipendio (per chi ha la fortuna di lavorare).

Ad ogni modo, le polizze R.C. Auto sono in calo ed i motivi non vanno banalizzati. Ecco cosa è successo:

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  1. 1.     Il mercato si è svegliato. Complice una serie di congetture economiche, diversi gruppi assicurativi sono usciti dalle ombre di perdite e rischi di fallimento e sono tornati prepotentemente sul mercato dell’R.C.Auto, con la necessità di riacquisire clienti e credibilità. Pertanto hanno rivisto al ribasso le proprie tariffe, in maniera importante. Dopo qualche mese di dissesto, tutte i competitors non hanno potuto che adeguarsi, preventivando con buon anticipo un netto calo degli incassi in termini di R.C.Auto. Perché chi si ferma, in questo preciso contesto, non è perduto, ma semplicemente perde.
  2. 2.     La nostra disciplina è parzialmente migliorata. Ma forse sarebbe meglio precisare che gli organi di controllo e le autorità competenti, insieme ad associazioni e Compagnie stesse, hanno deciso di tutelarsi un pochino contro l’annosa questione di truffe ed illeciti. Purtroppo è solo l’inizio, ritengo stentato, di percorrere una via che debelli quasi totalmente la pessima tendenza italiana di sfruttare le assicurazioni per un arricchimento più che mai indebito. Per citare un paio di punti fermi, i cosiddetti “colpi di frusta” non verranno più riconosciuti come invalidanti, se non dimostrati tramite esami strumentali; i medici, gli avvocati e tutte le persone coinvolte in un sinistro sono registrate in un archivio per tenere d’occhio i “recidivi”.

Pagare sinistri con più razionalità e oculatezza significa avere più soldi in cassa per scontare le famigerate tariffe.

  1. 3.     Il mercato dell’auto richiedeva un intervento importante sui costi delle assicurazioni perché, va bene la crisi, ma il fattore assicurativo rappresenta una spesa considerata e considerevole sulla scelta dell’acquisto di un’auto.
  2. 4.     Il tanto agognato contrassegno, da esporsi obbligatoriamente fino ad oggi, domani sparirà. Per essere professionali, nel 2015 è prevista la dematerializzazione del contrassegno. In molti mi chiedono cosa succederà allora, come si potrà sapere se un automobile gode della copertura assicurativa. Ed io rispondo sempre portando ad esempio quello che è gia successo con il “bollo”, tassa di possesso che andava esibita a vista un tempo, ma che da decenni è solo telematica. Tutti gli interessati saranno (e lo sono già oggi) provvisti degli strumenti telematici in grado di conoscere la situazione assicurativa di un veicolo a motore, con una semplice interrogazione di targa. Ma come può questo scenario futuro migliorare il presente dei prezzi? Le Compagnie potranno stabilizzarsi on-line, non avendo più l’obbligo di emettere documenti cartacei, con il conseguente abbattimento dei costi della rete di agenzie sul territorio. Ancora altri soldi extra in cassa.

Ciò che mi ha deluso è, invece, l’atteggiamento passivo del governo, certamente non al passo con i tempi. Siamo di fronte ad una rivoluzione, benché di nicchia, che coinvolgerà le tasche di tutti gli italiani, ma nelle stanze dei bottoni si continua a ripetere concetti ormai vecchi, che potevano attecchire un paio di anni orsono. Ci sono proposte, decreti, che parlano di scatole nere, quando le arcinote scatole neri sono strumenti in possesso delle Compagnie da più di dodici mesi. Si è fatto cenno alle carrozzerie convenzionate. Quanti di voi non hanno ricevuto la proposta da parte del proprio agente, di inserire in polizza tale clausola per ottenere uno sconto? E poi medici convenzionati, avvocati, contratti base per un migliore confronto tra le tariffe … Per una volta, bisogna ammetterlo, le Compagnie hanno segnato la strada ed il governo, forse, ci fa su della bella propaganda.

Bando alle polemiche, un ultimo spunto di riflessione, che poi è anche una provocazione bella e buona: se risparmio un po’ di soldi ogni anno, come utilizzo questo mio meritato gruzzoletto? Mi godo la vita, magari. E chi l’ha detto che una polizza non mi permetta di godermi la vita? Ci penseremo su!

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