Pronuncia della Cassazione rispetto al risarcimento assicurazione per danni biologici

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Potrebbe sembrare normale e logico che i danni biologici seguenti ad un sinistro siano valutati da un medico legale che può dare obiettività e sostenibilità rispetto agli aspetti risarcitori ma evidentemente non è così, dato che si è dovuti giungere davanti alla Suprema Corte per avere una definitiva parola su questo aspetto assicurativo. Se a seguito di un incidente si riportano lesioni personali, infatti, dopo la denuncia alla propria assicurazione occorre presentare una richiesta di risarcimento danni alla controparte e alla medesima assicurazione supportata da una perizia medico legale che dichiari i danni riportati con l’eventuale quantificazione delle percentuali di invalidità residue in base alle quali l’assicurazione stessa, sulla base di apposite tabelle stabilisce l’entità del risarcimento.

Questo costituisce un metodo obiettivo e certo per giungere a conclusione dell’azione risarcitoria. Purtroppo avviene che il risarcimento avvenga in maniera aleatoria, non obiettiva, in contrasto con le norme vigenti. A causa di un caso di questo genere una vicenda è giunta fino in Cassazione che ha stabilito, con sentenza n°18773 del 26/09/2016, che l’Art. 32 commi 3-ter e 3-quater del Dl 1 del 2012 conferma sostanzialmente gli Art. 138 e 139 del Codice Assicurativo secondo i quali la quantificazione del danno biologico è suscettibile di accertamento medico-legale al fine di fornire un criterio scientifico obiettivo all’accertamento stesso riguardo sia alle lesioni che ai relativi postumi.

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