Risarcimenti professionali: I termini decorrono dalla percepibilità del danno

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Moltissimi professionisti stipulano un’assicurazione per darsi copertura a fronte di sempre possibili danni derivanti dall’attività professionale stessa. Un errore umano è dietro l’angolo, anche scienziati della Nasa, ingegneri di altissimo livello possono fare qualche errore ma se questo provoca danni a terzi la richiesta di risarcimento arriva puntuale come un orologio svizzero. Per questo motivo le assicurazioni propongono pacchetti assicurativi studiati specificamente per le varie figure professionali.

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Non in tutti i casi, però, i danni sono immediatamente percepibili; facciamo l’ipotesi di un professionista che progetta un immobile in cui un errore di progetto si evidenzia a distanza di diversi anni, anche oltre i termini di prescrizione normalmente validi. In un caso simile, l’assicurazione può ritenere di essere esentata dall’obbligo di intervenire nel risarcimento? Una sentenza recente della Cassazione Civile, sez.III la n° 18606 del 22 settembre 2016, in cui è stato analizzato un caso simile, ha determinato che il termine di prescrizione del risarcimento non decorre dal momento in cui l’errore è stato commesso ma dal momento in cui gli effetti dello stesso si sono resi percepibili. L’Assicurazione non può pertanto esimersi dal dare luogo all’azione risarcitoria a fronte dei comprovati danni derivanti da errore del proprio assicurato.

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