Rischio catastrofi: si muove qualcosa?

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Belice, Irpinia, Friuli, Emilia, Umbria, Marche e Abruzzo: Non vi dicono nulla questi nomi? Sono le principali località Italiane in cui la devastante potenza dei terremoti hanno seminato morte, disperazione, distruzione. In mezzo tanti altri episodi sismici di potenza inferiore. L’Italia ha speso dal terremoto del Belice in poi, escluso il terribile evento del 2016, 150 miliardi per la ricostruzione, spesso anche con risultati discutibili a giudicare dalla quantità di persone che ancora oggi abitano in condizioni al limite della decenza. Da tempo le Assicurazioni premono sullo Stato affinché si attivino dei provvedimenti per agevolare, almeno, la sottoscrizione di polizze per la copertura di rischi da catastrofi che non sono solo i terremoti, valanghe, trombe d’aria sempre più frequenti, alluvioni mettono in ginocchio intere aree geografiche, intere comunità.

In un Convegno tenutosi a Roma su iniziativa della Compagnia di riassicurazioni Swiss RE, sembra che sia venuta fuori una disponibilità da parte del Governo a Collaborare con le Assicurazioni per trovare una soluzione al fine di ridurre l’intervento ricostruttivo dello Stato e permettere alla popolazione di assicurarsi a condizioni agevolate per poter provvedere in proprio alla ricostruzione a seguito di catastrofi senza dove r attendere i tempi biblici dello Stato. Non possiamo evitare di ricordare che in Centro Italia di ricostruzione non se ne parla proprio ancora, che su migliaia di casette di legno per i terremotati necessarie, a molti mesi dagli eventi, solo poche decine sono arrivate, che le macerie, come denunciano le stesse persone, sono ancora lì, dove erano. No Comment!


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