Stima dei danni da uragani ma non è ancora finita

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Gli stati degli USA che si affacciano sul Golfo del Messico e quelli adiacenti stanno attraversando un periodo drammatico, di paura, danni, perdite umane, queste ultime soprattutto danno la massima sofferenza, ovviamente. Abbiamo ancora negli occhi le scene di terribile devastazione nelle isole caraibiche e nello stato della Florida, particolarmente battuto dagli ultimi uragani, Harvey, Irma, Maria e proprio in questi giorni un quarto uragano sta battendo nuovamente quelle zone meridionali degli States, per fortuna questo ancora “soltanto” di categoria 1 ma sufficiente a devastare. Intanto si cominciano a fare le stime dei danni che le assicurazioni si troveranno per parte loro a risarcire; PartnerRe, Riassicurazione del gruppo Exor, ha fatto una stima preliminare che è stata quantificata in 475 milioni di euro ma la cifra è destinata a incrementarsi perché i danni provocati sono complessi e non possono ancora tenere conto di eventuali, purtroppo certi ulteriori danni provocati dall’ultimo uragano tuttora in atto sebbene in attenuazione.

Il nostro Paese non è così soggetto ad uragani come Gli Stati Uniti, non può esserlo per via delle differenze di energia atmosferica che sul mediterraneo è parecchio inferiore che nella zona oceanica e caraibica ma anche in Italia stiamo assistendo a fenomeni sempre più estremi, trombe d’aria, venti fortissimi che scoperchiano tetti, abbattono alberi, creano danni e le bombe d’acqua, devastanti come la recente tragedia di Livorno e in misura minore in altre zone italiane ci insegna. Sarebbe ora di considerare una maggiore copertura assicurativa delle proprietà contro questo genere di danni per non sommare alla sofferenza per la perdita di beni anche la preoccupazione di come fare da quel momento in poi.


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