Telecamere non omologate, chi ricorre

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Il 18 ottobre dello scorso anno è stato dematerializzato il tagliando assicurativo da apporre sul parabrezza, non c’è più nessun obbligo di esporre il pezzetto di carta per comprovare la copertura assicurativa. Tra gli obiettivi della legge, c’era stanare i veicoli senza assicurazione attraverso le telecamere dei Tutor autostradali e sulle tangenziali e quelle dei varchi Ztl delle nostre città. Tutto bene per contrastare il brutto fenomeno della circolazione senza assicurazione, obbligo sancito dall’art. 193 del Codice della Strada, che nel nostro Paese è violato da 3,4 milioni di veicoli, 1,1 milioni al Nord tutto il resto al Centro e soprattutto al Sud. Il problema è che queste telecamere non sono omologate per certificare queste violazioni del Codice, con il risultato che a fronte di una multa ricevuta in contestazione dell’assenza di assicurazione determinata attraverso la telecamera, l’automobilista può presentare ricorso e certamente lo vincerà.

Sembra incredibile che nell’era dei computer, dell’informatizzazione e della digitalizzazione del mondo, dopo un anno abbondante dall’entrata in vigore della legge in merito, ancora non si sia riusciti a rendere legale e funzionante il sistema previsto. Si ricorda che oltre alle sanzioni pesanti in caso di controllo stradale, l’assenza di assicurazione espone la persona a risarcire direttamente i danni in caso di incidente, sia quelli materiali che personali.


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