Un caso al limite. Chi ha ragione?

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Andiamo a parlare di un caso che si presenta una volta ogni chissà quanti anni ma è stato un caso reale e per questo comunque ha avuto necessità di trovare la giusta soluzione che arriva addirittura dalla Corte di Giustizia UE. Ma perché si è giunti a tale organo di giustizia? Intanto chiariamo il fatto: una persona ha subito il furto della propria auto e ne denuncia il furto, naturalmente. Pochi giorni dopo, in qualche modo ritrova la propria auto ma non esattamente con le modalità che aveva sperato; Mentre attraversa la strada viene investito…dalla propria auto al cui volante era il ladro. Il poveretto subisce delle lesioni, ovviamente e il ladro viene arrestato dalle Forze dell’Ordine intervenute tempestivamente. La vittima presenta denuncia di sinistro alla propria assicurazione che, però, rifiuta il risarcimento in quanto la vittima è proprietario dell’auto e come sappiamo, se non si stipula un’apposita polizza di copertura di danni al conducente i danni a questa persona non sono risarciti.

La diatriba verte sul fatto che in quel frangente il proprietario dell’auto non era conducente della stessa ma in veste di semplice pedone investito da colui che aveva sottratto illecitamente la stessa vettura. Si va per vie legali ma la Legge italiana dà ragione all’assicurazione. La vicenda viene portata fino alla Corte di Giustizia Europea la quale rileva che le norme italiane al riguardo non sono allineate con le norme UE, nonostante i diversi richiami ad allinearsi nel corso degli anni. Per questa ragione la Corte Europea sez. VI in data 14 settembre 2017 mette finalmente fine alla vicenda obbligando al risarcimento l’assicurazione in quanto l’auto non era stata ceduta in uso legittimamente dal proprietario ma era stata sottratta alla sua disponibilità con un atto illegale.


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